>> Quand'è cominciato il tuo percorso artistico?
Non esiste un momento esatto. La musica e l'arte sono la nostra cultura, il nostro sangue. Sin da bambini entriamo in contatto con le percussioni e la danza. Che tu sia un artista o meno la musica fa parte della vita quotidiana, ma per fare dell'arte il tuo mestiere ti devi formare.
Personalmente ho cominciato la mia formazione artistica quando frequentavo il collegio, andando a fare le ripetizioni dopo la scuola ed imparando dai grandi maestri quello che ad oggi insegno per trasmettere la nostra cultura.
>> Les Ballets Africans è stato fondato da Fodeba Keita nel 1952 a Parigi,
diventato in seguito all'indipendenza guineana nel 1958, il Balletto nazionale della Guinea. Come sei entrato a far parte di questo balletto che vanta quasi sessanta anni di carriera mondiale?
E' veramente difficile far parte di questo balletto. Bisogna affrontare diverse tappe, passare per i concorsi , i balletti rionali, di quartiere, comunali ed infine regionali. Richiede una forte preparazione teorica e pratica ed una grande conoscenza del nostro folklore.
Ho cominciato con la troupe “Wassa” a Matam diretta da Moussa Camara (creatore anche di Les Amazones de Guinee), poi con tanto sacrificio sono passato per molti concorsi fino ad arrivare al provino con "Les Ballets Africains".
>> Qual'e la differenza tra la musica folkloristica e la musica del "Ballet"?
La musica che viene arrangiata nei "ballet" viene direttamente dal nostro folklore: i matrimoni, i battesimi, le feste per onorare gli spiriti ed altri eventi popolari ai quali partecipa tutta la gente, artisti e non. Quindi, tutto nel “ballet” viene dal folklore, dalla necessità di valorizzarlo tramite una codifica musicale ed artistica, che permetta agli spettatori di recepire e comprendere il messaggio. Il balletto è fatto di arrangiamenti, regole e codici.
Il folklore è aperto, libero, non è necessario essere degli artisti per partecipare ad una festa popolare.
>> Come hai dovuto adattare il metodo di insegnamento e trasmissione della tua cultura in Europa e in occidente rispetto all'Africa?
L'intellettuale senegalese Leopold Sengor dice: La vera cultura è una cultura "attiva" verso il contesto dove essa si esprime. In Guinea apprendiamo la musica perché, come ho prima detto, fa parte della nostra cultura. Siamo abituati a lavorare molto, ma spesso ci manca il necessario per farlo al meglio: gli spazi adeguati, gli strumenti, le attrezzature tecniche, fondamentali per evolvere ed andare avanti.
Qui in occidente abbiamo invece molte possibilità per potenziare la nostra arte, sia sul piano teorico/corporeo che di ricerca.
All'estero sono io che insegno e per me è una grande esperienza, mi ha fatto comprendere l’importanza di essere aperti a nuove culture e sapersi adattare. Il tutto per trovare il proprio spazio ed evolvere in esse.
>> Quel'è il tuo segreto per trasmettere quello che hai imparato?
Non ci sono segreti... ci sono due cose: la prima è il lavoro... come in ogni cosa è il lavoro. La seconda è amare quello che fai.
Questo è il più grande segreto per fare ogni cosa, a maggior ragione con la danza. La danza non è nient'altro che l'espressione e la parola del corpo... se la ami, ti esprimerai sempre al meglio.
La stessa cosa è con la musica, se ami quello che fai, ti "esprimerai" sempre bene con il tuo strumento perchè viene dal profondo del cuore e per questo ha un valore... non puoi mentire. Si sentirebbe.
Quindi io non ho altri segreti al di là della dedizione e dell'amore per quello che faccio.
>> Cosa cerchi di comunicare con la tua arte, quando balli o in uno spettacolo... Come trasmetti il tuo messaggio?
La nostra danza è il riflesso della vita quotidiana, quindi dipende dal contesto. Per esempio, da noi (in Guinea), ci sono molti ritmi, c'è yankadi, Djole, tiriba, dudumba e molti altri e ognuno con il suo contesto. Ad esempio Yankadì è una danza di seduzione. Quando balli Yankadi, mettiti nella pelle di una persona che vuole sedurre... E quando balli questo ritmo la persona che ti guarda sentirà automaticamente che lo vuoi sedurre. L'allievo che ti segue, capirà che questa è una danza di seduzione... Quindi ogni movimento, ogni danza, ogni spettacolo, ha un suo contesto. Questo certamente è valido per l'insegnamento nei corsi, nelle feste e negli spettacoli tradizionali. Allo stesso tempo ci sono anche delle "creazioni" delle "modernizzazioni", "spettacoli contemporanei", ma c'è sempre un messaggio da inviare, che sia per l'ecologia, contro la guerra o altro, possiamo cercare dei movimenti ed esprimerci per far passare il messaggio.
Ogni cosa dipende quindi dal contesto, dal pubblico, dal luogo e dal messaggio.
Intervista a cura di
Destination West Africa
info.destinationwestafrica@gmail.com
Ringraziamo vivamente gli amici romani di
Destination West Africa per la collaborazione!
| Autore | Albero |
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Gli amici di Destination West Africa ci hanno inviato questa intervista realizzata al giovane e talentuoso ballerino guineano Mohamed Dabo in occasione della prima stagione di stage e laboratori da loro organizzati a Roma. La pubblichiamo ringraziandoli per aver pensato a questo sito come vetrina efficace per diffondere e approfondire oltre all’aspetto musicale, coreografico e artistico, anche quello culturale, umano ed emozionale dell'Africa e delle sue genti. Mohamed Dabo è un giovane artista guineano da pochi anni residente a Parigi. Dal 2003 è stato percussionista (Doundounfola) e ballerino nel più prestigioso balletto d’Africa: Les Ballets Africains de Guinée, creato nel 1952 e diretto da Hamidou Bangoura, con lo spettacolo Memorie du Manding. Dal 2008 tiene corsi e stage in tutta la Francia e in particolare a Parigi dove si unisce alla compagnia del coreografo camerunese Merlin Nyakam, la nota Compagnie Calabasse, effettuando un lavoro di ricerca nella danza afro contemporanea. [CLICCA QUI PER LEGGERE L'INTERVISTA...]

