
Mandando un SMS al N. 48580 si può donare un euro alle popolazioni dell'Abruzzo attraverso la Protezione Civile. Gli operatori di telefonia mobile TIM, Vodafone, Wind e 3 Italia, d'intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell'Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni SMS inviato contribuira' con 1 euro, che sara' interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l'assistenza. Dalle ore 9 di oggi 7 aprile, è possibile donare 2 euro attraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero 48580. Il Dipartimento della Protezione Civile fornira' tutte le indicazioni sull'utilizzo dei fondi raccolti.








E’ la storia di un’autentica ed originale “band di strada” nata nei pressi dello Zoo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), una delle più grandi e complesse capitali del Continente Africano. Il gruppo è composto da 8 musicisti in gran parte uomini affetti da polio in sella a strambi tricicli e da alcuni ragazzi, oggi “ex bambini di strada” i cosiddetti “sheges” che a migliaia ancora oggi affollano le strade di Kinshasa, vivendo alla giornata. Accanto a questi bambini, che costituiscono la popolazione di senza tetto più numerosa delle strade di Kinshasa (circa 50.000), si trovano i disabili che si aggirano con i loro motorini stile Mad Max, organizzati in un sindacato denominato "Plateforme". Staff Benda Bilili in lingua lingala vuol dire “guardare oltre le apparenze”. Il nome è stato coniato nel 1999 dai fondatori del gruppo: Papa Ricky e Coco Ngambali. Questo nome è stato scelto con il chiaro intento di voler affermare che le più grandi disabilità sono insite nella mente dell’uomo e non nel suo corpo. [CONTINUA...]
Quest’anno al Meeting - Raduno Internazionale tra Arte e Cultura Africana si presenta un'occasione eccezionale: quella di conoscere Fadoubà Oularè “le Vieux” (= il vecchio, l'anziano). Fadoubà è un personaggio più unico che raro. E' il faro, la guida, quello che "la sa lunga", tanto lunga che ha scelto di non regalarsi all’Occidente ma di perseguire una strada difficile, rimanendo in Guinea nella regione malinke del Sankaran. Qui con la sua associazione A.P.E.R.S.A.F. insegue l’obiettivo di vivificare la cultura attraverso l’insegnamento delle arti tradizionali nei villaggi che si spopolano. Il suo nome in città è leggenda, tanto che basta la parola “le Vieux” per riferirsi a lui. La sua corte nel villaggio di Faranah è meta costante di musicisti e artisti che si recano da lui per avere un giudizio, un consiglio, un'approvazione oppure una cura. Spesso i formatori della capitale portano a Faranah gli allievi più promettenti per sottoporli al giudizio del Maestro. Altrettanto spesso per ricevere cure tradizionali, attraverso misture di erbe delle quali la famiglia possiede una conoscenza profonda. A Faranah si intrecciano tradizione, musica e magia. I ritmi suonati nel Sankaran sono molti: Kassà, Konkobà, Soko ed altri. Quello che rieccheggia costantemente è Kawà. Il Kawà, che per molti rappresenta solo una partitura da aggiungere al carnet delle competenze ritmiche, alla corte di Fadoubà è una ragione di vita che coinvolge ogni individuo dalla nascita alla morte, è una vera e propria filosofia di vita. Kawà è un demone buono che caccia i demoni cattivi. Spesso si sente parlare di maestri e della loro pedagogia, di quello che sanno e che non sanno, come fossero calciatori con le rispettive figurine che poi ognuno attacca sul suo album personale. Quello a cui assistiamo da 10 anni a questa parte è una velocissima evoluzione della diffusione della cultura del djembe. Questo movimento si accompagna da un lato con la diffusione di notizie, tecniche, storia e informazioni sullo strumento, sulla tradizione, sulla musica. Dall’altro con una trasformazione interna degli stili e delle sensibilità: in effetti ogni messaggio si trasforma anche in proporzione alla diffusione che conosce. Il costume dei nostri tempi impone al livello globale la velocità, questa tendenza non ha risparmiato l’Africa Occidentale. Nelle metropoli come Conakry (capitale della Guinea, n.d.r.) la musica è cambiata drasticamente. Nel recente passato alcuni potrebbero dire che la musica si è "incattivita" (in senso buono). Gli estimatori della velocità apprezzano questa qualità e ne inseguono le caratteristiche. Quello che Bob Marley definiva Babylon è quel calderone confusionario in cui le cose vanno veloci e hanno vita breve, dove regna la confusione e si perdono i significati. Sebbene il djembe non sia immune dal Babylon System (vedi le derive da giambettaro... [CONTINUA...]
<< Mamadou stava tornando da una grande festa religiosa a Touba: la festa del Magal, dei Muridi. Un amico del Senegal mi ha detto che quando uno muore al ritorno da una festa di preghiera, vuole dire che Dio lo ha chiamato vicino a sè. Mi piace pensare così.>> (Rox-MI) Il 15 febbraio scorso il nostro amico e percussionista Mamadou Diouf ci ha lasciati, vittima di un incidente stradale nella sua terra natìa, il Senegal. Residente a Milano da diversi anni aveva saputo farsi apprezzare per la sua integrità e onestà. Lo ricorderemo come una persona semplice, sempre disponibile e altruista. E' difficile riassumere in poche parole le decine di messaggi e testimonianze di affetto che i membri della Community di Djembe.it hanno lasciato sul forum. In questo articolo riportiamo alcuni interventi, i più significativi, per ricordare il grande Mamadou attraverso le nostre emozioni e il nostro sincero affetto nei suoi confronti. Pubblichiamo anche una sua biografia per ripercorrere e condividere insieme la sua troppo breve storia. Questo sabato, 21 marzo 2009, si terranno due serate (una a Milano, l'altra a Cormons in provincia di Gorizia) in memoria di Mamadou e finalizzate alla raccolta fondi da spedire in Senegal alla sua famiglia. In particolare nella sua Milano molti gruppi e artisti con cui ha collaborato gli faranno un omaggio esibendosi in concerto. All'appello hanno risposto l'associazione organizzatrice della serata con l'omonimo gruppo SINITAH (percussioni, danza e teatro africano con MEON), ORCHESTRA DI VIA PADOVA (orchestra multietnica), MITOKASAMBA (folklore brasiliano), BALAFRICA (gruppo di percussioni e danza), AFRICA DJEMBE (gruppo di percussioni e danza), LO STATO INTERESSANTE (funky italiano), MAMADY KABA (cantautore), LES AMBASSADEUR (hip pop africano), 'NI GOMA YETO (gruppo di teatro africano), MONDO' ORCHESTRA (folklore italiano). Presenteranno la serata Rufin Doh e Modou Gweye. A Cormons di Gorizia invece animeranno la serata SEYDOU DAO e i DJ BARABBA e BONZ. Alleghiamo i volantini di entrambi gli eventi per maggiori informazioni. Non ti dimenticheremo mai, Mamadou. Djeredjef! [CONTINUA...]
E' stato tutto così veloce e improvviso... dopo il III Meeting di giugno 2008 Mamady era ripartito dicendosi molto soddisfatto e contento di aver trovato così tanti amici e appassionati di musica e cultura africana in Italia. Gli avevamo subito rinnovato l'invito per il IV Meeting, ma con un grande sorriso ci aveva risposto che il 2009 era un anno cruciale per lui: 50 anni di carriera si compiono una volta sola e il Leone del Mandingo li avrebbe festeggiati in tournée mondiale con il suo gruppo, i Sewakan. Capiamo. “Però ci prometti che farai il possibile per venire a festeggiare con noi in Italia, ok?”. Ci strizza l’occhio: “Promesso”. La tournée in effetti ci sarà, anche se molte date sono ancora in via di definizione e non è certo che i Sewakan facciano tappa in Italia. Fatto sta che ci eravamo già messi via il sogno di poter avere di nuovo qui il Grande Maestro, quando una settimana fa arriva una telefonata. E’ lui. In persona. Ci dice che nel mese di marzo ha dei giorni liberi da impegni e che, tornando dalla Guinea, passerebbe volentieri in Italia per mantenere la parola data e festeggiare insieme a noi i suoi 50 anni di carriera. Non potevamo credere alle nostre orecchie e abbiamo subito mosso mari e monti per combinare il dove/come/quando. Un paio di telefonate, qualche mail ed ecco fatto: l'associazione Djembe porta Mamady Keita in Italia anche quest'anno, stavolta a Firenze il weekend del 28-29 marzo. La prima a rispondere all’appello con entusiasmo è stata Sandra (che ringraziamo per la grande disponibilità!) subito pronta a mettere a disposizione il bellissimo e nuovissimo Centro Interculturale “Giguywassa”. Sua l’iniziativa di affiancare allo stage di Mamady un seminario di danza della Guinea con la “nostrana” Nadouba Oulare. Accettiamo volentieri la proposta. In questi giorni moltissimi ci hanno già contattato, chi per avere info sugli stage, chi per sapere quando si apriranno le iscrizioni, chi per offrirsi con il proprio gruppo per “omaggiare” Mamady e i suoi 50 anni di djembe. Grazie a tutti voi ragazzi per l’entusiasmo che avete dimostrato! Anche stavolta si preannuncia un grande weekend all’insegna della musica, della tradizione e dell’immancabile voglia di stare insieme e condividere questa fortissima passione che ci unisce. Annunciamo con questo articolo che sono ufficialmente aperte le iscrizioni per lo stage e le adesioni per esibirsi alla presenza del Grande Maestro. Noi il nostro piccolo omaggio glielo diamo qui e subito, pubblicando questa inedita intervista realizzata in occasione del Meeting 2008 da Stefano Crisafulli (che ringraziamo e salutiamo!) Buona lettura. [CONTINUA…]

